Intervista a: Pamela Williams

I: Pamela Williams… uno pseudonimo, come nasce questo nome?
P: Il mio nome nasce da un soprannome che un mio compagno di classe delle medie mi aveva dato: Will Penky, Will perché amavo alla follia Will, la protagonista del fumetto Disney WITCH, e Penky perché a quel tempo avevo uno stile Punk. Su Facebook all’inizio infatti avevo quel nome, poi quando ho cominciato a pensare a qualcosa di più professionale per farmi riconoscere, ho voluto mantenere il nome Will e da lì a Williams il passo è stato breve.

I: Sei un personaggio molto eclettico, raccontaci di te in breve
P: Sì, ho davvero tanti hobby e mi occupo di tante cose. “IMPARARE” è il mio motto, in perfetto stile Kintaro Oe (eclettico personaggio del fumetto e anime Golden Boy, che era letteralmente un tuttofare). Mi piace apprendere qualsiasi forma d’arte, fin da piccola ne sono appassionata e da quando in prima media ho conosciuto i manga, mi sono innamorata subito di quel tipo di disegno: ho iniziato a disegnare a più non posso mandando le mie tavole alle riviste che lo richiedevano. E’ stato molto divertente ripensandoci… Il mio sogno allora era quello di diventare una mangaka e andare a vivere e lavorare in Giappone, ma con gli anni, continuando a leggere manga, ho capito che quella non era esattamente la vita che avrei voluto fare: molto stressante e con ritmi assurdi. Mi son così dedicata ad altri tipi di forme d’arte (lasciando ahimè il disegno in un cantuccio, che ho intenzione comunque di riprendere un giorno), la recitazione e il canto che coltivavo fin da bambina: mi piaceva imitare i miei cantanti preferiti nella mia cameretta, sognavo di essere una rockstar sul palco davanti a migliaia di persone, e di recitare in tutte le serie e film che vedevo al cinema e in televisione. Dopo le medie ho voluto per questo iscrivermi all’unico liceo di Torino che poteva lasciarmi esprimere in tal modo (anche se con alcune limitazioni): Scienze sociali a indirizzo musicale, dove praticavamo più musica rispetto alle altre materie. Ho frequentato un corso di canto di un anno in una scuola annessa al conservatorio e al liceo ho anche coltivato la passione per la medicina che mi ha spinta a pensare di diventare medico, ma ho preferito lasciar perdere, perché i troppi anni di studio avrebbero limitato il mio desiderio di cambiar paese e di fare quello che volevo: come uno spirito libero non volevo limitazioni. Così ho lasciato la medicina come hobby e ho pensato alla recitazione più seriamente: dopo essermi diplomata (con consiglio del Presidente di commissione di diventare scrittrice), ho iniziato a frequentare un’accademia di teatro della durata di 3 anni. Nel frattempo a Lucca 2011 iniziavo il mio percorso da cosplayer: osservando le persone in cosplay per la prima volta alle fiere del Torino Comics, ho pensato che sarebbe stato meraviglioso intercalarsi nei panni dei nostri beniamini, non solo con i vestiti ma anche con l’interpretazione… proprio come facevo da piccola!
Ma il mio percorso non si è certo fermato qui! Nel 2013 ho vinto il mio primo concorso letterario presso la casa editrice che mi ha portata a scrivere il mio primo romanzo della saga fantasy: I BARONI DEL CIELO. Sono stata presentata al Salone Internazionale del libro di Torino e ora sto per scrivere il secondo!
Dopo l’accademia di teatro ho recitato in alcuni film indipendenti, anche come protagonista, e frequentato dei seminari di recitazione e lavorato con degli americani dell’Actors Studio di New York, oltre che a frequentare il corso avanzato di un anno alla scuola di recitazione e doppiaggio: CTA di Milano. Il doppiaggio è un’altra forma d’arte che mi è sempre piaciuta e non mi dispiacerebbe lavorare anche in questo campo per avere una visione totale del lavoro dell’attore, lavoro che trovo affascinante sopra ogni limite e che mi completa come artista. Penso che bisogni essere attori anche quando si scrive e mi piace unire sulla carta queste mie due grandi passioni, diventate finalmente lavoro.

I: I BARONI DEL CIELO: un romanzo scritto da te, di cosa parla e com’è nata l’idea?
P: Il Barone delle Tenebre è il primo libro di questa saga nata da una storia che inizialmente doveva essere di un unico volume, ma che poi, sviluppandola, è diventata di 3 e alla fine di 5. E’ tutto nato grazie alla mia passione per i manga e gli anime che guardo e leggo fin da piccola: ho sempre immaginato storie diverse da quelle che stavo leggendo e alle volte mi chiedevo “ma se questo personaggio avesse fatto così, che cosa sarebbe successo?”. L’ispirazione avviene sempre grazie a ciò che ci circonda, leggiamo o guardiamo e lo stesso è valso per I Baroni: ho raggruppato tante idee e creato alla fine i miei personaggi, oltre che alla storia e alle situazioni.
E’ stata una vera e propria avventura, ci ho messo più di un anno a scrivere e a elaborare il tutto: 6 mesi di ricerca materiale (come, ad esempio, gli aeroplani) e altri 6 di scrittura, prima a mano e poi a computer, perché il rapporto mano e carta per me è il più bello e intuitivo rispetto a quello con la tastiera fredda… la penna segue più facilmente il ritmo dei miei pensieri e non mi blocco a scrivere per ore intere!
Alla fine di tutto ero talmente stremata che non ho voluto manco più leggere un libro o scrivere qualcos’altro… ho abbandonato per questo mio sogno un anno di università (adesso sono finalmente laureata in cinema), ma ringrazio i miei genitori per il supporto e il sostegno.
E’ difficile spiegare di cosa parli una saga fantasy, sintetizzare non mi riesce bene, posso dire che la protagonista di questa avventura, nipote di un reggente al trono che ha abolito la monarchia sulle isole dell’arcipelago Drakonar Rain, sarà coinvolta in un numerose situazioni che la metteranno in difficoltà sotto molti punti di vista: quelli di una principessa senza trono e per niente desiderata dal suo popolo, quelli di una ragazza che vorrebbe essere libera di fuggire altrove con l’aeroplano del nonno e quelli di un’amica che deve far fronte ai più bassi istinti dei suoi due migliori amici oltre che a quelli dei demoni che bramano la sua esistenza e il suo sangue.
E’ una storia dark per via dei demoni, degli incubi che non fanno dormire la notte e degli strani omicidi che avvengono per mano di una bestia; il tutto condito dai sogni, dall’amore e dall’amicizia di giovani ragazzi che vogliono trovare un posto in quel mondo maledetto da chissà quali entità.
I prossimi volumi si evolveranno in altri stili fantasy, ispirati sempre a quelli giapponesi, delle fiabe o steampunk come succederà per il secondo: Ivy si troverà a viaggiare per tutte e cinque le isole del suo arcipelago, ognuna con una propria storia e un proprio “Barone”; un’avventura a 360° in cui alcuni personaggi si troveranno addirittura ad attraversare altri mondi e successivi libri… Qui mi fermo per evitare spoilers.

I: Sei una delle cosplayer più conosciute. Come hai coltivato questa passione?
P: Una volta iniziato il mio percorso nel 2011, non mi sono più fermata: ho conosciuto tantissime persone e i miei abiti fin dall’inizio furono cuciti con la massima cura per i dettagli da mia madre, mentre io mi occupavo delle armi, delle parrucche e degli accessori. Con gli anni sono migliorata e ho vinto numerosi premi anche importanti (come miglior Boa Hancock d’Italia, ad esempio) e ora sono invitata spesso come ospite nelle fiere di tutta Italia, come presentatrice o giurata. L’ultima fiera in cui ho presenziato come ospite e per la prima volta come Sailor Moon ufficiale di un evento è stato al Raduno di Sailor Moon al San Marino Comics tenutosi il 26 e 27 agosto. Ho anche fatto da giurata insieme ad altri coslayers degni di nota alla gara cosplay; è stata un’esperienza molto bella e divertente, per questo vi invito a leggere la recensione dell’evento sul mio sito internet: www.pamelawilliamsofficial.com, oltre che alla trama e recensione del mio libro, e ai miei cosplay in continuo aggiornamento.
7) Qual è il personaggio che ti piace più interpretare?
Io faccio anche crossplay, ovvero il cosplay di personaggi del sesso opposto e devo per forza fare una distinzione: come personaggio femminile sono davvero indecisa in quanto Sailor Moon è stata la mia eroina fin da bambina e mi rispecchiavo molto in lei come ragazzina pasticciona, imprevedibile, dotata di un forte senso dell’amicizia e della fiducia negli altri, che si scopre poi essere una principessa forte e dal buon cuore… solo che lei è più dolce e romantica di me, e questo mi porta a pensare a Boa Hancock come personaggio più “completo” tra amore, pazzia e sensualità. Sono comunque due personaggi molti diversi… se poi ci mettiamo anche Yoko e il carattere di Ryuko sono più combattuta… tutte hanno qualcosa in cui mi rivedo, e come pezzi di puzzle formano letteralmente il mio essere. Per questo motivo è difficile per me scegliere tra questi personaggi (e tutti gli altri) dotati di una forte essenza, anche volubile, tipico di noi donne.
Come personaggio maschile, sento di aver fatto un ottimo lavoro con il Capitano Levi de “L’Attacco dei Giganti”; trucco, parrucco, abiti e accessori non sono stati semplici da realizzare e ogni volta è un’impresa prepararmi, ma sicuramente è il personaggio maschile che mi piace di più interpretare (per il momento).

I: Come ti vedi da qui a 20 anni?
P: Bella domanda! Se avessi la sfera magica potrei vedere cosa non fare per arrivare più facilmente ai miei obiettivi, ma così non sarebbe divertente… Spero con tutto il cuore, per prima cosa, che io e la mia famiglia saremo felici e in salute; 20 anni sono tanti, quindi mi aspetto di aver fatto passi da gigante con il mio lavoro di attrice e scrittrice in tutto il mondo! Il mio sogno è quello di far leggere le mie storie a più pubblico possibile e mi auguro di arrivare ai livelli di una Rowling o di un Martin un giorno. Vorrei recitare in tanti film e creare altrettanti personaggi per completarmi sempre più come persona, ma il mio sogno più grande è quello di recitare a Hollywood come protagonista nei film tratti dai miei libri! Sarebbe stupendo e non potrei chiedere di meglio, davvero!
Da come si potrà intuire la carriera per adesso viene prima di tutto il resto, ma se avrò raggiunto i miei obiettivi e sarò felice con l’uomo della mia vita, vorrei avere 3 figli: Dante, Daenerys e Gintoki Masamune un giapponesino che mi piacerebbe adottare e onorare con questi nomi di due grandi uomini: uno della fantasia e l’altro storico. Tutti nomi di guerrieri, perché è questo che voglio insegnare ai miei figli: nella vita bisogna combattere ed essere leali con se stessi prima di tutto e umili verso gli altri, avere un gran cuore e non scoraggiarsi mai nonostante le avversità.

I: Il Giappone… una nazione che ami moltissimo, quali sono le ragioni?
P: Questo amore nasce sicuramente dagli anime che vedo fin da quando sono nata e dai manga che ho cominciato a leggere 13 anni fa… la cultura l’ho appresa in parte guardando e leggendo, da lì il mio sogno di andare a vivere in Giappone. Come tutti gli appassionati mi son ritrovata ad amare un paese che non conoscevo, così mi son aggiornata e informata sulle reali condizioni della società nipponica e il risultato delle mie ricerche non fu proprio eclatante: è una società con molti problemi, una delle più razziste anche, ma comunque sia il più bel paese al mondo, perché è stato capace di farmi innamorare come nessun altro, con la sua cultura, i suoi samurai, i suoi ciliegi e le sue stranezze. Il mio desiderio è quello di andarci per un breve periodo e assorbire con più attenzione tutto ciò che ha da offrirmi, magari, chissà, quando girerò un film in stile Fast & Furious Tokyo Drift!

 

I: Se dovessi scegliere cosa fare tra tutte le cose che ami, quale sarebbe la tua attività principale?
P: Assolutamente attrice e scrittrice! Sono già i miei lavori e ho intenzione di perpetrarli per tutta la vita, magari in maniera migliore, perché qui in Italia è molto difficile anche solo trovare un manager che ti dia del lavoro o qualche provino… Per questo ho il desiderio, da quando avevo 16 anni, di trasferirmi in America! Voglio trovare fortuna lì nonostante le avversità che si pareranno sul mio cammino, è questa la via del guerriero che personalmente ho scelto e combatterò affinché tutti i miei sogni possano realizzarsi!

I: Nel mondo del cosplay ha preso piede la frangia di sexy cosplayers. Come ti poni rispetto a questo tipo di arte, se così la si vuol chiamare?
P: Sono contro i selfie da vendere su piattaforme come Patreon o anche solo in privato… ci sono tanti modi per esprimersi col proprio corpo, ma in quella maniera volgare atta solo ad attirare l’attenzione e i likes proprio no! I servizi fotografici di nudo o intimo sono molto belli e se fatti da un bravo fotografo riescono a mostrarci un lato nascosto che non conoscevamo. Personalmente non vedo l’ora di realizzare qualcosa in intimo o simili, perché voglio misurarmi con più forme fotografiche possibili, visto che mi piace posare e ho imparato a farlo grazie al cosplay, il quale considero solo come hobby (che, tuttavia, ora occupa gran parte del mio tempo) e intrattenimento. Con ciò voglio dire che le persone che ci guardano, quelle da intrattenere, devono essere come voyeuristi nella forma più pura, come quella cinematografica: le pose, i movimenti del corpo, i quadri, devono esser fatti con lo scopo di renderci più belli e attraenti, di invogliare chi ci guarda a volerne di più, non sorpassando mai i limiti e sconfinando così nel soft porn.
Impara l’arte e mettila da parte, è il mio detto preferito: imparare sì, ma nel modo più giusto e pulito che ci sia.

I: I tuoi contatti:
P: Ho da poco aperto il mio canale YouTube dove tratto di anime, manga e cosplay: www.youtube.com/PamelaWilliams
E la mia pagina dove seguirmi e trovare tutti gli altri contatti è questa: www.facebook.com/PamelaWilliams.OfficialPage
Il mio sito internet è in continuo aggiornamento, ma potrete trovare blog e altre cose molto interessanti! www.pamelawilliamsofficial.com

James Garofalo

James Garofalo

Fondatore di Immaginaria Studios. Mi occupo di musica, regia e fotografia dal 1987 e presento eventi cinematografici e cosplay. Sono uno scrittore di romanzi.