Intervista a: Yuriko Tiger

Ho avuto l’onore di riuscire a incontrare e poi intervistare la nostra Eleonora Guglielmi, in arte Yuriko Tiger. Ecco cosa ci ha detto:

I: Yuriko raccontaci di te: Yuriko Tiger un giorno si sveglia e decide  non solo di chiamarsi Yuriko Tiger ma anche di trasferirsi in Giappone. Raccontaci tutto, com’è andata?

Y: Ero ancora una bambina quando è iniziato tutto.
Gioco ai videogame da quando avevo 3 anni e ai 6 feci inconsapevolmente il mio primo Cosplay di Sailor Moon con un vestito che cucì mia nonna per carnevale. Amavo tantissimo il disegno, i manga e gli anime, fino a diventarne una vera appassionata o quasi fissata!
Adottai un nome simile a YURIKO da un videogioco picchiaduro chiamato “Bloody Roar” dove m’innamorai di una ragazza giapponese che si trasformava in una bestia-gatto quando combatteva. Yuriko è un nome classico, elegante e anche abbastanza comune in Giappone (in Kanji vuol dire bambina del giglio), che ho scelto all’età di 13 anni circa, poco prima di iniziare a fare Cosplay!
Tiger lo pensai dopo, ripreso da un Anime chiamato Toradora, nel quale la protagonista Aisaka Taiga penso mi assomigli molto caratterialmente.
Il suono dolce di Yuriko e quello forte di Tiger (in Giapponese TAIGA), ho pensato, sono facili da ricordare e hanno un certo impatto. Ottimo per una carriera artistica! La prima torta dove spensi le candele con il desiderio “voglio andare in Giappone” penso sia stato verso gli 11 anni e da allora non è mai cambiato. Ci tenevo più di ogni altra cosa. Dopo il primo viaggio nel 2012, decisi di tornare e provare a fare 3 mesi di vacanza studio, per tornare poi nell’estate del 2013 determinata a rimanere lì e diventare famosa.
Ho sempre fatto tutto in funzione di questo obiettivo (so che è impossibile ma INTANTO..), provavo a studiare giapponese da sola, lavoravo per mettere da parte i soldi, cercavo di fare conoscenze utili e ho iniziato a ritaglirmi una spazio nei social.
Pian piano progettai il mio piano per vivere a Tokyo e penso che i primi sei mesi non me ne accorsi nemmeno che tutto diventò realtà!

I: Come hai trovato lavoro in Giappone? Hai avuto molte difficoltà?

Y: Non moltissime ma ho dovuto attendere un po’.
Se fosse stato un qualsiasi lavoro part-fine non avrei avuto nessuna difficoltà in quanto a Tokyo si cerca sempre lavoro!
Ma nel mondo dell’immagine è un altro paio di maniche.
Diciamo che le prime agenzie e produttori con cui ho avuto a che fare non erano proprio delle persone affidabili e avevo sempre più paura ad entrare in questo mondo. Il mio carattere un po’ ribelle però mi ha aiutato a farmi valere!

I: Cosa vuol dire essere una “idol” in Giappone?

Y: Non sono considerata proprio una Idol (per molti si, come i fans più stretti) ma un TALENT / GEINOUJIN (persona del mondo dello spettacolo) che è un po’ più in “alto” come figura.
Idol vuol dire essere la ragazza del momento, che fa spettacolo, ha un rapporto stretto con i fans e vive praticamente per loro, una persona innavicinabile. Talent invece è un talento / influencer che fa parte del mondo dello spettacolo e guidato solitamente da un’agenzia.
Le due personalità possono essere confuse ma in realtà sono due cose molto diverse, anche se il mio “tipo” di figura non penso sia mai esistito in Giappone. Io non voglio crearmi troppe barriere ne mettermi su una sedia di cristallo perché faccio un lavoro diverso o perché lavoro in televisione.
Con la mia agenzia lavoriamo in maniera unita e, capendo le mie esigenze da straniera, mi lascia più libera rispetto ad altri.

I:  Come si chiama l’agenzia per la quale lavori? Parlacene

Y: Principalmente lavoro con la Dream Networks che era un’agenzia molto piccola che gestiva delle rock band, tra le quali quella che fece la Opening di Bayblade, altri cantanti e creava eventi insieme a una ditta. Nulla c’entrava con me, è stato un “caso” che il mio manager mi abbia trovata.
All’epoca lavoravo per Free Wave, una nota agenzia per stranieri e apparivo spesso su Sky in un canale chiamato Game Time come inviata dal Giappone. La Dreamn ha voluto mettersi in proprio con me poco dopo il boom del 2014-2015.
Ma nei nostri lavori ci sono ditte importanti come KADOKAWA GAMES, GzBlaze, DWANGO e BANDAI NAMCO.

I: Che tipo di lavori svolgi in Giappone?

Y: Faccio un po’ di tutto, ma ho sempre evitato la Idol Gravure (posare in intimo o costume da bagno).
Ho lavorato in radio per diversi mesi, in televisione come reporter e commentatrice, modella per riviste di cosplay, modella per abiti stile Harajuku…
Ho anche doppiato un paio di volte.
Per il resto faccio pubblicità, recito in telefilm e sono cosplayer ufficiale per ditte ed eventi.

I: Quali sono gli aspetti che ti fanno rimpiangere l’Italia e quali sono quelli che, invece, ti fanno amare il Giappone?

Y: Tutti e due i Paesi hanno dei lati negativi ma forse il Giappone lo nasconde meglio!
Una cosa in Giappone è chiara: rispetto e professionalità. Forse perché sono tramite agenzia ma raramente mancano.
In Italia ci si prende spesso troppo in intimità quando non si dovrebbe e si finisce in chiacchiere senza concludere nulla.
Il punto forte dell’Italia è l’amore. Degli amici, della famiglia o del proprio partner. Per quanto amo il Giappone, a volte sento un vuoto e penso che lo sentano anche loro. Cosa vuol dire essere davvero amati?
Non penso che nella loro cultura esista.. E spesso si arriva al consumismo estremo per colmare questa mancanza.

I: Qual è il lavoro più interessante che ti è stato proposto?

Y: Dipende da cosa intendi per “interessante”.
Sicuramente la TV ha un lato tutto suo di vedere le cose ed è concentrato su cose che fanno ridere!
Andare, ad esempio, di punto in bianco fino a Aomori per assaggiare una zuppa di mele in cosplay e vedere come la fanno può essere davvero divertente. Come traguardo personale direi recitare in un Dorama, non avendo mai avuto esperienze recitative ero molto nervosa e insicura ma sembra sia andato molto bene. Senza dimenticare ovviamente l’essere stata invitata per la prima volta in una fiera all’estero, i primi di settembre saro in Malesia come ospite di Otafuse!
L’ultimo progetto con i SAMURAI TIGER è stato il migliore di recente, ho lanciato la mia nuova canzone HARUKA; posso solo dire che é una delle più belle canzoni giapponesi mai costruita!

I: Cosa consigli ai ragazzi e alle ragazze italiane che voglono venire a vivere e lavorare in Giappone?

Y: Di prepararsi e prenderla inizialmente come un’esperienza perché in realtà non molti rimangono qua a lungo. Dovete sapere a cosa rinunciate e se per voi ne vale davvero la pena! Un consiglio utile: una buona base di giapponese da autodidatta perché nessuno capisce l’inglese.
E qualche guida sulle cose da non fare assolutamente in Giappone!

I: In Italia hai tantissimi fans, ma qualcuno, magari forse per invidia, ti critica: un pensiero per chi ti stima e uno per chi magari ti stima un po’ meno.

Y: Una volta vidi un mio vecchio e caro amico, sparlare brutalmente di me su un gruppo e rimasi quasi scioccata.
Lo contattai e gli chiesi: perché? E ammisse che era per invidia.
Per molti, non avevo nulla di speciale né un talento particolare o una bellezza imparagonabile, però ce l’ho fatta e questo ha dato fastidio. Ma alla fine nessuno, compresa me, ha mai impedito a qualcuno di inseguire i propri sogni.
Penso che essere troppo perfetta invece sia un enorme sbaglio in Giappone. Se uno impara a capire bene i giapponesi sa come comportarsi, quando e come muoversi. Farsi vedere migliori di tutti aumenterebbe solo la voglia di farti tornare a casa.

I: Sei per il cosplay sexy o per un cosplay più sobrio?

Y: Sobrio. Per quanto faccio cosplay sexy come Enoshima Junko, Sniper Wolf, Super Sonico o Boa Hancock, sono tutti personaggi che volevo fare davvero e non vado mai “oltre”.
In Giappone c’è un business Cosplay Gravure e Porno inimmaginabile e ovviamente ci si fa anche dei gran soldi.
Ma NON riesco a cambiare l’immagine del personaggio che amo. Ben vuole un po’ di fanservice ma se qualcuno vuole essere sexy può farlo anche senza costume e parrucca!

I: Progetti per il futuro…

Y: Sicuramente aspetto con trepidazione l’uscita di un Dorama nel quale sarò presente nel cast regolare a partire da ottobre su TV Tokyo, ho un lavoro come Wonder Woman e altri progetti con i Samurai Tiger, gruppo che vorrei davvero riuscire a portare in Italia.
Vorrei continuare il mio programma fisso web-TV su Nico Channel e riprendere in mano YouTube.

a cura di James Garofalo

James Garofalo

James Garofalo

Fondatore di Immaginaria Studios. Mi occupo di musica, regia e fotografia dal 1987 e presento eventi cinematografici e cosplay. Sono uno scrittore di romanzi.