Intervista a: Georgia Lepore

I: Sei stata cantante, doppiatrice, attrice, regista, traduttrice. Ma da qualche parte si inizia. Come hai iniziato la tua carriera?

G: Ho cominciato grazie alla famiglia, mia mamma era attrice di teatro e mio padre un musicista, compositore e paroliere, quindi io e mio fratello Davide che fa il mio stesso mestiere abbiamo sempre avuto in casa artisti. Da quello che mi raccontano, a 8 anni mia madre mi trovava sulla scrivania con un lenzuolo sulle spalle che decantavo il monologo di Marcantonio di Shakespeare. Ho iniziato il doppiaggio molto piccola, a 7 anni, perché una coppia di amici dei miei genitori erano lei assistente al doppiaggio, lui adattatore ai dialoghi e sapendo che avevo questa passione per la recitazione chiesero a mia madre se volevo cimentarmi in un turno di doppiaggio. Sezione musica, mio padre musicista e Nora Orlandi formò un coro chiamato “I nostri figli” perché composto da tutti figli di musicisti, orchestrali e compositori, partecipai anch’io e andammo anche a Sanremo. Sul palco dell’ Ariston a 10 anni.

I: Tra tutti i mestieri che fai qual è quello nel quale ti senti più a tuo agio?

G: Vi sorprenderò, ma quello di regista. Ho capito che stare “dall’altra parte” mi piace di più di ogni cosa in assoluto.

I: Tra tutte le attrici che hai doppiato, ce n’è qualcuna alla quale ti sei più affezionata? Magari per il personaggio interpretato o per l’attrice stessa?

G: Cameron Diaz, che è almeno sullo schermo è simpaticissima, e Penelope Cruz che ho conosciuto ed è veramente molto, molto carina. Le voci per “Tutto su mia madre” le scelse Pedro Almodóvar e mandò una nota con scritto “Georgia Lepore sembra Penelope che parla Italiano”. Quando vidi il film in lingua originale mi accorsi che in effetti era vero, abbiamo una voce molto simile.

I: In che modo adatti la tua voce ai personaggi? Hai un metodo di studio sui personaggi?

G: Vi deluderò moltissimo, ma no! Se il direttore è bravo ti sceglie perché la tua voce è già cucita sull’attrice. Basta seguire l’attrice quindi nessuna preparazione particolare.

I: Romeo & Juliet, raccontaci di questo tuo lavoro

G: E’ il testo di una giovane autrice svedese che ipotizza che Romeo e Giulietta non muoiano e decidono di fuggire insieme su una nave da crociera verso un’isola deserta. Ho tentato di spiegare che il mare a Verona non c’è, ma è il meno… è un testo pieno di riferimenti agli anni ’80, dura un’ora ed è ciò che accade prima dell’imbarco.

Per vedere l’intervista completa realizzata da James Garofalo e Massimo Barbera al Torino Comics invernale 2016 guardate qui sotto (riprese di Fabrizio Mastromonaco, fonico: Davide Mastrosimone):

James Garofalo

James Garofalo

Fondatore di Immaginaria Studios. Mi occupo di musica, regia e fotografia dal 1987 e presento eventi cinematografici e cosplay. Sono uno scrittore di romanzi.