Suspiria di Guadagnino

Anche noi di Immaginaria Studios ci siamo chiesti come affrontare l’argomento cinematografico del momento, ovvero una recensione su SUSPIRIA, “remake” di Luca Guadagnino. Ho preso 24 ore di fiato e ho deciso di cimentarmi in questa impresa che, apparentemente, può apparire ardua. Se qualcuno pensa di andare al cinema a godersi un revival dell’ “ei fu” film cult di Dario Argento parte già col piede sbagliato. A parte i nomi dei personaggi principali, la danza delle “streghe” come argomento portante della trama e il cameo di Jessica Harper apprezzatissimo, assisterete ad uno spettacolo che nulla ha a che fare con le atmosfere claustrofobiche in technicolor del maestro nostrano.  Ma sinceramente, ciò rappresenta tutt’altro che un aspetto negativo di questo nuovo lavoro del regista autore di pellicole come “Chiamami col tuo nome” (2017) o “Melissa P.” (2005). La prima impressione, a freddo, è che se il film si fosse chiamato in un altro modo e se non sapessimo di cosa parla la pellicola di Argento, probabilmente staremmo parlando ora di un vero capolavoro italiano. Ma il fatto che il titolo sia “SUSPIRIA” e che i riferimenti sopracitati ce lo ricordano, mi porta a dover affrontare gli aspetti negativi che vanno necessariamente sottolineati: la location della scuola di danza, ad esempio, è del tutto inadeguata al tipo di trama, soprattutto se paragonata all’Accademia di Friburgo che già di per sè creava pathos nello spettatore fin dalla prima inquadratura; le musiche, senza nulla togliere alla bravura di Thom Yorke, fanno davvero sentire la mancanza dello stile dei Goblin, insostituibili.

Detto questo, però, se consideriamo una lentezza narrativa che, però, fa parte del contesto socio-culturale che si affronta nella trama, la pellicola di Guadagnino non ha altri punti deboli da porre in evidenza. Ho apprezzato una regia innovativa, magistrale in alcune sequenze oltre al ricorso allo splatter, tutt’altro che gratuito e assolutamente godibile e allo stesso tempo disturbante. Non siamo di certo di fronte al film più terrificante di tutti i tempi, ma i loschi comportamenti delle streghe della Markos Tanz Company lasciano trasparire, minuto dopo minuto, gli aspetti più orripilanti del loro modo di vivere e della loro natura.

Aggiungo un mio parere personale sull’esemplare interpretazione di Dakota Johnson, che meglio di così non poteva calarsi nei panni della protagonista Susie Bannion. Anche l’apparizione, seppur breve, di Chloe Grace Moretz lascia un segno profondo in questo cast che, insieme a Tilda Swinton e al resto delle ballerine, è in fin dei conti di tutto rispetto, considerata la qualità che il cinema italiano ci ha abituati a vedere sul grande schermo. Straordinaria la coreografia di Volk, il ballo pubblico messo in scena dalla scuola che, forse, insieme al “sabba” finale, è una delle sequenze memorabili del film. Il mio consiglio, quindi, è di recarsi al cinema a guardare questo ottimo lavoro italiano senza pretendere di rivedere il film cult di Dario Argento. E concludo aggiungendo un ultimo suggerimento: non andate via durante i titoli di coda.

di James Garofalo

James Garofalo

James Garofalo

Fondatore di Immaginaria Studios. Mi occupo di musica, regia e fotografia dal 1987 e presento eventi cinematografici e cosplay. Sono uno scrittore di romanzi.