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Cena con delitto

Cena con delitto

Il famoso scrittore di romanzi gialli Harlan Thrombey viene trovato morto nella propria camera. Tutto lascia pensare che si sia trattato di un suicidio, come pensano il detective Elliot e l’agente Wagner, ma secondo l’investigatore privato e consulente Benoit Blanc ci sono ancora troppe domande senza una risposta, la prima fra tutte: perché quella mattina una busta anonima, piena di denaro, è stata recapitata alla porta del detective con la richiesta di investigare? L’anziano scrittore è stato trovato morto la mattina dopo aver festeggiato il proprio 85° compleanno, invitando a casa tutti i membri dell’intera famiglia, che quindi, se non si è trattato di suicidio, si ritrovano ad essere sospettati.

La famiglia è grande e alquanto disfunzionale. I componenti sono i figli di Harlan, Linda e Walter, con i rispettivi coniugi, Richard e Donna, e i rispettivi figli, Hugh Ransom e Jacob, assieme a Joni, vedova del defunto figlio di Harlan Neil, sua figlia Meg e l’anziana madre di Harlan, Nana. Altre persone vicine ad Harlan erano la domestica Fran e l’infermiera di Harlan, Marta Cabrera. Tra tutti, solo Marta sembra avere un alibi, dato che Walt ricorda di aver visto il padre dopo che la ragazza era tornata a casa. Inoltre, la giovane ha uno strano disturbo: non può mentire senza vomitare, quindi Benoit decide di farsi assistere da lei nelle indagini.

In realtà Harlan si è davvero suicidato, ma solo per proteggere Marta: a causa di una distrazione, l’infermiera gli aveva somministrato una dose letale di morfina quindi, non trovando il naloxone necessario per salvare l’uomo, tenta immediatamente di chiamare i soccorsi. Il vecchio però, essendo la madre di Marta un’immigrata irregolare, aveva deciso di aiutarla non facendole dire nulla e facendole creare un falso alibi, per poi suicidarsi. L’unica ad accorgersi di Marta è stata l’anziana Nana che, vedendola, l’aveva scambiata per Ransom.

Man mano che l’indagine procede vengono fuori nuovi indizi, così come nuove domande. Harlan, infatti, il giorno prima aveva scoperto che Richard tradiva Linda e lo aveva esortato a confessare, così come aveva scoperto che Joni, con la scusa di pagare la retta scolastica di Meg, lo aveva derubato e che quindi intendeva smettere di aiutarle economicamente. Inoltre Harlan, sempre la sera prima, aveva licenziato Walt e aveva litigato con Ransom, anche se la causa del litigio non è stata scoperta dagli altri membri della famiglia. Con alcuni accorgimenti, Marta riesce a sfruttare le indagini per distruggere gli indizi contro di lei.

Alla lettura del testamento, la famiglia scopre con orrore che Harlan ha lasciato tutto il suo denaro e tutte le sue proprietà a Marta. Aggredita dai Thrombey, la ragazza scappa con Ransom, l’unico a non essere stupito dalla cosa, dato che ne era già stato informato dal nonno durante la festa. Rimasti soli, con uno stratagemma l’uomo obbliga Marta a confessargli la verità, per poi annunciare di volerla aiutare a patto che lui ottenga parte dell’eredità. Nel frattempo, la famiglia scopre che l’unico modo per riappropriarsi del denaro del padre è dimostrare che è stata Marta a uccidere Harlan.

La mattina dopo, Marta è importunata dalla stampa e da Walt, giunto alla sua porta con la velata minaccia di denunciare sua madre se lei non gli concederà l’eredità, ma la ragazza capisce anche che, con i soldi che otterrà, lei riuscirà anche a regolarizzare la propria madre. Poi, tra la posta Marta trova una lettera anonima in cui è presente la fotocopia di una parte del referto tossicologico dell’autopsia di Harlan assieme a un indirizzo. Nel frattempo, l’ufficio del medico legale viene distrutto da un incendio. Con l’aiuto di Ransom, Marta raggiunge il luogo dell’appuntamento: una lavanderia abbandonata, dove trova Fran, la domestica, colpita da un’overdose di morfina. Rifiutando di lasciar morire anche lei, Marta chiama l’ambulanza e, in ospedale, confessa a Benoit Blanc la verità, così come Ransom ha fatto dopo essere stato arrestato anche lui. Il detective allora la riporta a casa di Harlan, per permetterle di chiedere scusa alla famiglia dello scrittore.

Giunti a destinazione i due scoprono l’ubicazione del referto tossicologico originale, ma una volta letto, Benoit impedisce a Marta di confessare e la fa portare in salotto assieme a Ransom. Qui il detective rivela che l’esame tossicologico è risultato negativo, perciò Harlan non stava morendo di overdose e questo fornisce al detective il tassello finale per risolvere il caso: dopo aver scoperto a chi il nonno intendeva lasciare l’eredità, Ransom se ne era andato dalla festa, ma poi era tornato indietro e, utilizzando lo stesso percorso utilizzato da Marta per crearsi un alibi, aveva raggiunto la camera del proprio nonno, dove aveva scambiato il contenuto dei flaconi dei due farmaci e aveva rubato il naloxone, venendo nel frattempo visto da Nana. Marta però, esperta infermiera, aveva scelto i due flaconi in base al colore del farmaco, e quindi aveva somministrato ad Harlan il farmaco giusto, rovinando il piano di Ransom, che però, dopo aver scoperto che il nonno sembrava essersi suicidato, aveva assunto anonimamente Benoit Blanc perché capisse che non si era trattato di un semplice suicidio. Durante il funerale del nonno, era tornato a casa a rimettere a posto i flaconi.

Il suo piano a quel punto era farsi confessare la verità dalla ragazza, per poi fingere di aiutarla e quindi incastrarla. Purtroppo per lui, quando, era tornato a casa per scambiare di nuovo i farmaci, la domestica Fran lo aveva visto e aveva deciso di ricattarlo con la lettera contenente parte del referto tossicologico, ottenuto grazie a una propria parente che lavora per il medico legale. Ransom, in tutta risposta, aveva bruciato l’ufficio del medico legale per distruggere le prove, aveva rispedito la lettera di Fran a Marta e, prima che questa potesse raggiungerla, si era recato in lavanderia dove aveva iniettato la dose di morfina alla domestica e bruciato il referto tossicologico che si era portata con sé. Tuttavia Marta, una volta arrivata, al contrario di quanto lui sperava si è rifiutata di abbandonare Fran, e così gli ha rovinato di nuovo i piani dato che, proprio mentre Benoit finisce di raccontare la storia, una telefonata avverte Marta che Fran si è risvegliata. Inoltre, ora che la polizia ha trovato la copia del referto tossicologico, che Fran aveva fatto per sicurezza, Marta è scagionata dall’accusa di omicidio.

Con le spalle al muro, Ransom ammette tutto, ma non si mostra troppo preoccupato, perché gli unici crimini che ha veramente compiuto sono l’aggressione a Fran e l’incendio, mentre non è imputabile della morte di Harlan, che si è suicidato senza che fosse necessario. Secondo lui, con un buon avvocato riuscirà a ottenere una pena minima. Ma a gelare la sua sicurezza è Marta, che gli vomita in faccia, indicando che lei stava mentendo: Fran è morta, quindi Ransom ha appena ammesso un omicidio. Senza più nulla da perdere, l’uomo afferra un coltello e la pugnala ma, fortunatamente, il coltello è finto e quindi viene arrestato.

Rimasti soli, Benoit confessa all’infermiera di aver sempre saputo che lei era coinvolta, grazie a una macchia di sangue sulla sua scarpa, ma aveva anche capito che, essendo la ragazza una brava persona, non poteva aver ucciso volontariamente Harlan e quindi l’aveva tenuta vicino a sé, per proteggerla e capire come aiutarla. Prima di andarsene, il detective le ricorda che è stato proprio il suo buon cuore a farla vincere e la esorta a comportarsi nello stesso modo da lì in avanti. Mentre Ransom viene portato via, i Thrombey, anche loro senza più nulla, restano in giardino mentre Marta esce e, indecisa sulla possibilità di aiutarli, li guarda dall’alto di quella che ora è la sua casa.

DOPPIATORI ITALIANI

Francesco Prando: Benoît Blanc
Marco Vivio: Hugh Ransom Drysdale
Joy Saltarelli: Marta Cabrera
Angiola Baggi: Linda Drysdale
Pino Insegno: Walter “Walt” Thrombey
Alessio Cigliano: Richard Drysdale
Claudia Catani: Joni Thrombey
Andrea Mete: tenente Elliot
Emanuela Ionica: Meg Thrombey
Alex Polidori: Jacob Thrombey
Gianni Giuliano: Alan Stevens
Domitilla D’Amico: Donna Thrombey
Simone Crisari: agente Wagner
Graziella Polesinanti: Wanetta “Nana” Thrombey
Dario Penne: Harlan Thrombey
Franco Zucca: sig. Proofroc
Laura Romano: madre di Marta

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